Humanitas

Comics

 

Mi sono spesso trovata a pensare all’origine del disegno.

Il concorso “Il suono del silenzio” mi ha fatto riflettere su come creare un fumetto illustrato senza utilizzare le classiche nuvolette che racchiudono pensieri e frasi dei personaggi.

Il pensiero è andato alla preistoria, agli uomini primitivi, alla nascita dei segni precursori della parola.

All’inizio volevo disegnare un uomo primitivo che osserva il fuoco con le sue faville e i suoi bagliori, immaginandolo a fantasticare sulle stelle. Lo vedevo alzarsi e andare a lasciare la sua impronta sulla parete della caverna.

La prima impronta, il primo gesto dell’umanità. Il primo segno nella Storia.

Qualcuno dovrà ben avere iniziato.

Io credo che in ogni invenzione, in ogni scoperta vi sia u precursore, qualcuno che inventa, che crea qualcosa dal Nulla. Questa cosa mi affascina, mi incuriosisce.

Come sarà successo? Cosa avrà pensato?

 

 

Alla fine ho pensato di renderla più contemporanea, più presente e così ho immaginato un ragazzo entrare nelle grotte millenarie e scoprire le pitture rupestri, osservando i cavalli, immaginando a correre con i bisonti in una corsa frenetica addentrandosi sempre più nella storia, nella gola della Terra, alla radice della nostra umanità e poi eccola. La figura di una mano.

Gli antichi posavano la mano sulla pietra e vi soffiavano intorno una polvere di ocra rossa.

Non era solo la nascita dell’arte intesa come raffigurazione. Era anche la nascita dell’inconscio raffigurato, della dualità, dell’affermazione di esistere.

Io esisto perché sono e quella mano è il mio sdoppiamento, la mia seconda metà.

La nascita dell’uomo, della psicologia che si lega alla nascita del linguaggio e all’origine dell’identità.

Humanitas. La nascita dell’umanità in quanto essere pensante.

Il presente collegato al passato.

Qualcuno diceva… Per sapere chi sei devi sapere da dove vieni.

DiCaRi

 

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